1 - Da Facebook alla partecipazione civica. Metodi e strumenti per sviluppare percorsi di coinvolgimento giovanile con social media. L’esempio delle consulte giovanili on line

Giacomo Trevisan - Esperto di Social Media, Formatore MEC

Il Workshop illustrerà alcuni progetti sviluppati presso alcuni Enti Locali nei quali si sono utilizzati i social media per sviluppare forme di coinvolgimento attivo dei ragazzi, sia della fascia 14/18 anni sia della fascia 18/30 anni. Le sperimentazioni hanno dato vita a spazi web dedicati, che sono stati realizzati con gli stessi ragazzi e che in parte loro stessi gestiscono, e curano. Si descriveranno metodi e strumenti per l’utilizzo attivo e creativo dei social media con i giovani, illustrando punti di forza e criticità nei percorsi di partecipazione attiva, con riferimento alle consulte giovanili on line.

2 - Smart City come Smart Community: reti di luoghi e flussi di narrazioni territoriali. Strategie identitarie per comunità ed Enti Locali

Giorgio Jannis - Semiotico, urbanista digitale, consulente P.A.

Come due lati di una stessa medaglia, come hardware e software: in realtà non esiste una smart city senza una smart community, e forse riportare l'attenzione sulle dinamiche e sui comportamenti delle collettività umane può tornare utile per calibrare meglio il cambiamento che i luoghi dell'Abitare stanno vivendo, sotto la spinta delle innovazioni tecnologiche. Certo, Internet delle Cose e wifi cittadino, fibra ottica e sensoristica diffusa rendono la dimensione iperlocale eloquente; ma una vera e nuova Cittadinanza, su cui riflettere e a cui educare le giovani generazioni, non può non passare per una consapevolezza di una nostra identità personale costruita e negoziata nelle prassi quotidiane di comunicazione mediata e sociale, tanto quanto le collettività possono ora veder emergere narrazioni territoriali spontanee in grado di far meglio comprendere lo stile concreto del nostro abitare sul pianeta.

3 - Open data e partecipazione: il ruolo strategico della "liberazione dei dati" nella costruzione della cittadinanza

Roberto Cazzanti - Università di Udine

Una delle prime esperienze documentate in questo ambito d'indagine è ascrivibile a Tim Barners-Lee, pioniere della “liberazione dei dati”, che nel 2006 propone l'utilizzo di dati in formato aperto in rete. Il valore dei dati aumenta quando sono facilmente reperibili nel web e quando il loro formato è tale da consentirne il riutilizzo da parte di terzi che possono metterli in relazione anche se provenienti da fonti diverse. L'interoperabilità è l'aspetto fondamentale che ne consente il riutilizzo per scopi diversi e non previsti dall'editore del dato grezzo, in questo senso il valore aggiunto che gli stessi possono apportare alla collettività è in funzione della quantità e della qualità del riutilizzo che in rete gli stessi consentono. Per favorire tale contesto è necessario procedere  all'attuazione dell'Agenda Digitale e licenziare in modo open queste informazioni allo scopo di consentirne la manipolazione in modo lecito. Il seminario, dopo una ricognizione normativa, affronta la tematica dalla prospettiva delle scienze sociali e  attraverso una webquest che muovendo da significative esperienze internazionali riflette sulle possibili ricadute e sull'implementazione del capitale sociale a beneficio dei più giovani… e dei loro genitori.

4 - Giornalismo e contenuti informativi prodotti dai cittadini: come cambia l’informazione nell’era del web 2.0

Marco Capovilla - Università IULM di Milano

L'ampia disponibilità di strumenti digitali di ripresa e di memorizzazione di fotografie, suoni e video, unitamente al basso costo delle apparecchiature informatiche di elaborazione e montaggio e alla diffusione di piattaforme gratuite di distribuzione di contenuti, stanno trasformando tutti i cittadini, inclusi i giovani e giovanissimi, in generatori di informazioni, in potenziali creatori di documentazione sul territorio e in possibili fornitori di notizie riguardanti quei segmenti della realtà sociale che sono spesso sottorappresentati o addirittura assenti dai media mainstream. Comprendere le potenzialità, come anche avere piena coscienza delle criticità di queste nuove forme di produzione di contenuti dal basso, è un dovere e un'opportunità di stimolo e di intervento per chi, nelle amministrazioni pubbliche locali e nei contesti formativi, ha la responsabilità della ricerca di un potenziamento e di un miglioramento dei rapporti diretti con - e tra - i cittadini oltre che di un loro maggiore coinvolgimento nella gestione dei beni comuni.

 

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